Università di Padova
Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche
Clinica Chirurgica III

  


pH-metria 24 - ore esofagea e gastrica


 

 

 E’ il test di scelta per la diagnosi della malattia da reflusso gastroesofageo, che è causata da un abnorme reflusso di succo gastrico (prevalentemente acido) nell’esofago distale. Il test consiste nel posizionare, attraverso il naso, un elettrodo rilevante il pH a 5 cm sopra lo sfintere esofageo inferiore (preventivamente localizzato con la manometria): il pH endoesofageo viene quindi registrato continuamente per 24 ore su un apparecchietto computerizzato portatile.

 

 

malattia da reflusso gastroesofageo

 

pH-metria 24 - ore esofagea e gastrica

Normalmente il pH esofageo è neutro (circa 7): in caso di reflusso acido gastro-esofageo (come si verifica normalmente nel soggetto sano ad es: dopo il pasto) si ha una brusca caduta del valore di pH, al di sotto di 4 (considerato per convenzione valore-soglia). La durata e la numerosità di tali episodi di reflusso, il loro rapporto rispetto alla durata totale dell’esame e nel periodo passato in posizione supina ed eretta, consentono di determinare se il pattern di reflusso nel soggetto in esame è ancora nei limiti del fisiologico o è patologico (paz. affetto da malattia da reflusso gastro-esofageo).
Nel nostro Laboratorio un test è considerato patologico quando in più del 4,2% del tempo totale dell’esame il pH endoesofageo è acido (< 4). È anche possibile combinare i vari parametri suddetti in uno score numerico (Score di deMeester) Il test viene eseguito in modo ambulatoriale, ed il paziente viene incoraggiato ad eseguire le normali attività giornaliere. I farmaci interferenti con la secrezione gastrica (H2-bloccanti: Ranitidina, Famotidina, Roxatidina  e soprattutto inibitori della pompa protonica: Omeprazolo, Lansoprazolo, Pantoprazolo, Rabeprazolo, Esomeprazolo) devono essere sospesi almeno quattro settimane prima dell’esame (il paziente nel frattempo può assumere degli antiacidi come il Maalox, Riopan, Gaviscon o simili).

pH-metria 24 - ore esofagea e gastrica

pH-metria 24 - ore esofagea e gastrica

Durante il test, il paziente tiene un diario accurato con l’orario di inizio e di fine dei pasti, del riposo notturno o di comparsa di eventuali disturbi. Il paziente può anche segnalare con um marker sull’apparecchio di registrazione la comparsa di eventuali disturbi.

Al termine dell’esame, i dati vengono immagazzinati in computer ed analizzati con un software dedicato. Il test viene comunemente associato alla contemporanea pH-metria gastrica, posizionando un secondo elettrodo 5 cm al di sotto dello sfintere cardiale. Tale test dà delle informazioni indirette sulla secrezione acida gastrica, sulla presenza di episodi di alcalinizzazione extraprandiale (suggestivi per reflusso duodeno-gastrico alcalino) o sulla prolungata alcalinizzazione post-prandiale (suggestiva per un rallentamento del meccanismo di svuotamento gastrico). Più spesso, soprattutto in caso si sintomatologia da reflusso “alto” (tosse e faringite cronica, asma, etc.) conviene posizionare il secondo elettrodo a livello dell’esofago cervicale (1 cm sotto lo sfintere esofageo superiore) in modo da registrare la presenza di eventuali reflussi gastro-esofagei che arrivino a tale livello (pH-metria esofagea doppia).

 

 

 

Infine, la pH-metria esofagea può essere associata alla manometria esofagea 24-ore. In tale caso è possibile studiare alterazioni del pattern motorio esofageo nel corso di episodi di reflusso gastro-esofageo.
 

   

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